Trofeo Italiano Amatori 2016: Il racconto del terzo round del Mugello

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Confronti vivaci
, buone prestazioni tecniche, l'equilibrio diverte i partecipantiIl Mugello mantiene la promessa di spettacolo: Trofeo Italiano Amatori al topCentottanta piloti iscritti testimoniano l'assoluta validità della formula.

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Il Trofeo Italiano Amatori 2016 vive un week end "di grazia" al Mugello, sede del terzo round stagionale, grazie alle condizioni climatiche finalmente stabili e soprattutto in virtù di un'eccezionale presenza di piloti: oltre 180 gli iscritti nelle cinque categorie, con una punta superiore a 40 nella classe 600 Base/Avanzata.

mugellocircuitaereaNumeri che aiutano a dimenticare la crisi che attraversa la velocità nazionale (e che sembra quindi toccare solo marginalmente l'unica vera categoria studiata per i non-professionisti) e che si accompagnano a prestazioni che, dove non sono di assoluto rilievo, rispettano comunque la formula che rende i raggruppamenti omogenei e dunque divertenti e formativi per i piloti e spettacolari per il pubblico. Sotto un sole finalmente deciso e a tratti molto caldo (le temperature nei tre giorni hanno sempre oscillato intorno ai 30°), i piloti iscritti al trofeo che hanno dominato ottenendo il massimo punteggio nel fine settimano logo mugellobsono Vincenzo Zampedri (Yamaha, 600 Base), Marco D'Ettorre (Honda, 600 Avanzata), Carlo Corsini (Kawasaki, 600 Pro), Ivan Del Grosso (Honda, 1000 Base), Cristian Toniolo (Kawasaki, 1000 Avanzata) e Michele Tomasoni (Aprilia, 1000 Pro). Mentre per qunto riguarda la vetta delle classifiche del Trofeo nei diversi raggruppamenti si trovano: Vincenzo Zampedri (600 Base), Marco D'Ettore (600 Avanzata), Michele Cloroformio (Yamaha, 600 Pro), Cesare Amadori (Suzuki, 1000 Base), Cristian Toniolo (1000 Avanzata) e Michele Tomasoni (Aprilia, 1000 Pro).

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CLASSE 600 BASE/AVANZATAA Misano aveva conquistato il punteggio pieno, bissando il nettissimo successo già colto a Vallelunga, ma dopo l'arrivo, non aveva mancato di esprimere la sua insoddisfazione per non essere riuscito a battere la wild card Alessandro Leo. Marco D'Ettorre  ha detto "Quel secondo posto non mi era andato proprio giù, avevo bisogno di riscattarlo", di nuovo pienamente contento, al Mugello, dopo essersi imposto nella 600 Base /Avanzata. Il quarantenne romano  che con la Honda della CMT Racing si sta rivelando il dominatore della categoria, ha spiegato la grande determinazione messa in mostra in Toscana, dove ha dovuto veramente combattere per transitare per primo sotto la bandiera a scacchi. D'Ettorre ha trovato infatti un avversario irriducibile in Mattia Scagliarini, bolognese, 17 anni, wild card in sella ad una Kawasaki del Team Pedercini, che prima ha ottenuto la pole position in 2'01"0 e poi ha condotto per sei giri. Il duello con D'Ettorre è stato veramente al cardiopalma, i due hanno continuato a pennellare i saliscendi ed i curvoni del Mugello rimanendo praticamente attaccati fino a che Scagliarini, debuttante assoluto, non ha cominciato ad accusare la fatica al punto da non riuscire a stringere più il manubrio. D'Ettorre ha dunque perfezionato il suo attacco ed ha progressivamente accumulato quel lieve margine che gli ha consentito di vincere con poco più di un secondo di vantaggio. Meritevoli tutti gli altri protagonisti di una gara caratterizzata anzitutto dall'elevatissimo numero di partenti (41) e poi dall'immediato forfait del giovane napoletano Salineri, protagonista a Misano, 5° tempo in prova, scivolato nel giro di ricognizione. La terza posizione è stata detenuta fino all'ultimo giro dall'umbro Guido Ticini (Yamaha), un fedelissimo del Trofeo Italiano Amatori che sta vivendo una stagione particolarmente felice grazie alla collocazione nella 600 Avanzata e ad una scrupolosa preparazione fisica invernale. Il pilota di Magione ha accusato nel finale qualche problema di assetto della sua R6 che, insieme all'azione del caldo intenso, lo ha convinto a mollare un po' dopo aver peraltro stabilito il suo best lap al Mugello in 2'01"8. Così dalla Bucine è spuntata la sagoma del fiorentino Andrea Tutino (Yamaha) che, dopo alcune stagioni nei trofei per non-professionisti ed una pausa, si è iscritto come wild card per valutare la possibilità di un rientro: il responso è apparso subito positivo, anche sotto il profilo del morale. Nelle prime posizioni si sono messi costantemente in evidenza anche il bolognese Fabio Giusti (Yamaha) ed il laziale Gianluca Chiavari (Honda): terzo per nove giri, quest'ultimo, proprio nella tornata finale, ha ceduto all'avversario. Gara nella gara, la 600 Base registra l'affermazione "in pista" della wild card Daniele Bennati (Yamaha) che ha messo in fila (e non solo in senso figurato) il lombardo Vincenzo Zampedri, il calabrese Alex Sapia ed il laziale Raffaele Perrone, anch'essi su Yamaha. I vincitori di categoria sono i già citati Zampedri nella Over 40, Sapia nella Under 40 e Stefano Munerato nella Time 2'07".
La classifiche generali vedono al comando Zampedri nella 600 Base, con 490 punti contro i 460 di Massimiliano Treccani ed i 450 di Dario Sequino, e D'Ettorre che nella 600 Avanzata viaggia a punteggio pieno (750) ed ha già più che doppiato Ticini (360), Matteo Tavella (Yamaha, 350) e Chiavari (330 punti).

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CLASSE 600 PRO
: E' Carlo Corsini (Kawasaki), pilota quasi cinquantenne di Fiorenzuola D'Arda (PC), a interrompere il dominio nella 600 Pro del poco più che ventenne Michele Cloroformio (Yamaha) che, dopo tre vittorie consecutive, ha dovuto cedere alla voglia di vittoria del piacentino che in pista giunge alle spalle delle wild card Matteo Ciprietti (Yamaha) e Anthony Groppi (Kawasaki) che hanno preso parte alla gara in vista del CIV, ma vince di fatto la classifica valevole per il campionato, davanti a Filippo Scalbi e Pietro Osnato, entrambi su Yamaha. Allo start Ciprietti, partito dalla pole, va subito al comando, mentre Groppi viene risucchiato da altri concorrenti, tanto che transiterà nono al termine del primo passaggio e che vede l'abruzzese già con un buon margine su un gruppo tutto Yamaha formato da Gabriele Fusco, Pietro Osnato, Scalbi e Cloroformio. Alla chiusura del secondo giro Ciprietti allunga ancora realizzando il giro veloce con 1'57.048 che si avvicina a quanto fatto in prova e di tre secondi precede cinque concorrenti racchiusi in meno di un secondo, mentre perde terreno il leader del campionato Cloroformio. A rendere viva la corsa è la lotta per i due gradini più bassi del podio, visto che per il primo posto i giochi sembrano già chiusi a metà gara, in quanto il battistrada ha un altro passo rispetto agli inseguitori e si può permettere di rallentare e allungare quando vuole, controllando agevolmente la situazione. Se la vittoria di Ciprietti non è mai stata in discussione, alle sue spalle è lotta serrata fra Groppi che all'arrivo si lamenterà per la brutta partenza che lo ha costretto a una forsennata rimonta fino a giocarsi il posto d'onore allo sprint con Corsini, protagonista di un gran finale, e altri tre piloti che però molleranno negli ultimi due giri. L'ultimo passaggio è decisivo per il podio e vede Corsini, Groppi e uno scatenato Coletti giocarsi il tutto per tutto, senza esclusione di colpi. Della bagarre ne fa le spese Coletti che scivola al Correntaio lasciando via libera a Groppi e Corsini che completano il podio, dove sul gradino più alto va il dominatore Ciprietti. Nonostante il secondo posto sfumato per soli tredici millesimi, è incontenibile la gioia di Corsini che commenta: "Sono il babbo di tutti, sono sfinito ma ho dimostrato che ancora posso dire la mia". Ovviamente Corsini vince anche la classifica degli Over 40 davanti a Sansavini e Buttironi, mentre negli under 30 Scalbi, giunto quarto assoluto, precede Osnato e Fusco. Bongi è il migliore fra gli over 30 chiudendo davanti alla raggiante russa Medvedeva, che partita ultima ha rimontato fino alla sedicesima piazza, meritandosi ampiamente questa soddisfazione. In classifica generale campionato Cloroformio è saldamente al comando con 860 punti davanti a Osnato 690 e Corsini 560.
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CLASSE 1000 BASE: Una gioia spontanea e straripante, condivisa con chi incarna gli affetti più profondi e i sinceri. E' quella a cui si è lasciato andare, sul retro-podio della classe 1000 Base, il trentaquattrenne romano Igor Del Grosso (Honda), autore di una prova impeccabile che gli ha permesso di conquistare un netto successo e di dare una svolta ad una stagione iniziata balbettando. E il simpatico Igor, quasi incredulo, mentre continuava a saltellare, a ricevere e ricambiare complimenti con i colleghi ed a commentare – con vivaci espressioni di netto stampo capitolino – gli episodi salienti della prova, non ha smesso di guardare con tenerezza i figli Clarissa, di 10 anni, e Dennis, di 8, che con disinvoltura si univano al clima di festa. Dopo aver debuttato senza fortuna a Misano, nella classe 600 Base, con una moto rivelatasi assolutamente non competitiva, Del Grosso ha dovuto fare il salto di categoria per mettere in mostra le sue doti, sorprendenti per un debuttante. Al Mugello, con una Honda CBR, ha prima conquistato la pole position in 2'03"2 e poi ha dominato la gara, disputata con 28°C di temperatura, ma con gli effetti del sole ormai estivo mitigati da una ventilazione costante e a tratti sostenuta. Solo nelle prime battute il pugliese Cesare Amadori (Suzuki), partito molto bene dalla prima fila, è riuscito a precedere Del Grosso; poi il romano ha preso in mano le redini della gara, conducendola dal primo al decimo giro e stampando anche il giro più veloce in 2'01"7. In realtà fino alla terza tornata il battistrada è stato francobollato dall'altro romano Tiziano Grilletto (Honda), unico a non farsi distanziare dalla "lepre"; purtroppo Grilletto è scivolato in una delle veloci esse in discesa che caratterizzano il tratto di ritorno del Mugello ed ha dovuto abbandonare. "Prima vedevo un altro pilota attaccato – ha raccontato Del Grossoe poi, improvvisamente, dietro di me c'era il deserto". Effettivamente la colorita descrizione fotografa fedelmente la situazione creatasi in pista perché dopo la scivolata di Grilletto, Del Grosso si è trovato a gestire un vantaggio di sette secondi che è riuscito addirittura ad incrementare prima di mollare leggermente, ma solo in vista della bandiera a scacchi. A guidare il gruppo all'inseguimento di Del Grosso è stato proprio il quarantunenne barese Amadori, secondo fino a due giri dal termine. Poi il protagonista delle prime due prove della categoria ha avuto un calo fisico dovuto al caldo ed ha ceduto il passo ad un altro esordiente, il quarantenne veneto Tiziano Chiesura (Kawasaki), di professione project manager, che ha debuttato quest'anno e che ha ugualmente rappresentato dopo l'arrivo l'immagine dell'entusiasmo e della soddisfazione. Seguono in classifica Nossa (Honda) e le wild card Scagliarini (Aprilia) e De Marco (Kawasaki), quest'ultimo rallentato da una cattiva partenza. I vincitori di categoria sono Chiesura per  Over 40, Morganti (Kawasaki) per Over 50, e ancora Del Grosso sia nella Time 2'06" sia nella classifica Intagliate. In vetta alla classifica generale rimane ancora Amadori, che gareggiando però come wild card non accumula più punti utili, e si fa dunque più incalzante il passo di Chiesura, Morganti, dello stesso Del Grosso e di Nossa mentre una scivolata ha costretto Russi (Kawasaki) a marcare uno zero.

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CLASSE 1000 AVANZATA: Classifica fortemente segnata dalle decisioni prese dalla direzione di gara che prima ha penalizzato ben cinque piloti per partenza anticipata (e fra questi anche Salvatore Gentile (BMW), uno dei protagonisti assoluti) e che poi, dopo la conclusione della corsa, ha estromesso dall'ordine d'arrivo il vincitore sul campo Roberto Carinelli (Kawasaki) e le altre due wild card che partivano in prima fila, Giuseppe Sposito Di Lucia (BMW) e Giuseppe Posillo (Kawasaki), in base al regolamento del trofeo. Quest'ultimi due sono stati poi reintegrati in seguito ad un riesame dell'interpretazione della norma. Alla fine quindi la vittoria è andata al piemontese Cristian Toniolo (Kawasaki) che era giunto alle spalle di Carinelli e che ha preceduto il lombardo Stefano Jondini, anch'egli su Kawasaki, e il viterbese Luca Pelabasto (BMW). Come detto, già la partenza è stata abbastanza confusa, con piloti che sono partiti in anticipo e altri che hanno avuto difficoltà a staccare la frizione, fortunatamente però non ci sono stati indicenti. Fra i penalizzati della situazione anche il capoclassifica Pelabasto, tanto che al primo rilevamento cronometrico era addirittura tredicesimo. Carinelli ha preso subito in mano le redini della gara, imponendo un ritmo sostenuto, così da chiudere il primo giro con quasi due secondi di vantaggio su Toniolo, Sposito Di Lucia, Toni Cipriano (Yamaha) e il già citato Gentile. La situazione, almeno nelle parti alte della classifica, non varia per il primo terzo di gara con Carinelli sempre più in fuga, mentre dietro due coppie, formate da Sposito Di Lucia - Toniolo e Gentile – Cipriano, proseguono ad inseguire il battistrada; leggermente più staccato Pelabasto guida il gruppo degli inseguitori che procedono sgranati. Esattamente a metà gara la direzione della corsa comunica i numeri dei cinque penalizzati per partenza anticipata e a far compagnia a Gentile si aggiungono anche Moroni, Mancastroppa, Sereni e Salemme, il meglio piazzato è Gentile che prosegue a ritmo sostenuto, mentre gli altri, ad esclusione di Sereni, decidono di prendere la via dei box, così il numero dei concorrenti che erano partiti quasi a griglia piena inizia ad assottigliarsi e poco dopo scivola anche Matteo Franceschi che era nel gruppo degli inseguitori. Carinelli intanto porta a quasi dieci secondi il suo vantaggio, mentre dietro le carte si rimescolano con quattro piloti in bagarre per il podio, infatti a Toniolo, Sposito Di Lucia e Cipriano si aggiunge anche Jondini che completa la sua forsennata rimonta dopo una brutta partenza. Il gruppetto non lesina spettacolo e le posizioni variano più volte nel convulso finale. Sotto la bandiera a scacchi per primo transita Carinelli, poi Toniolo, Sposito Di Lucia, Jondini, Pelabasto e Cipriano. La redazione finale delle classiche, con la riammissione di Sposito Di Lucia e Posillo non incide comunque sul campionato, visto che entrambi sono wild card; il trofeo vede dunque al comando Toniolo con 500 punti davanti a Pelabasto a quota 450 e Jondini a 400. Toniolo oltre alla classifica assoluta si aggiudica anche quella riservata agli over 40 dove precede Zambelli e Gandini, mentre la speciale classifica per chi usa pneumatici intagliati vede sul gradino più alto del podio Zambelli davanti a Benigni e Montagnin.

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CLASSE 1000 PRO: Gara nella quale non sono mancati i colpi di scena, basta dire che già al secondo giro sono usciti dalla competizione per innocue scivolate prima il detentore della pole Andrea Zamblera (Ducati) che conduceva la corsa, poi Simone Sbrana (Honda) mentre era in lotta per il vertice. Fuori gara i due favoriti, compito facilitato per il bresciano Michele Tomasoni (Aprilia) che in virtù di un perfetto start ha preso immediatamente in mano la gara conducendola praticamente fino alla bandiera a scacchi, anche se il suo compito non è stato affatto facile, visto che fino l'ultimo metro gli hanno conteso la vittoria Yuri Vacondio (Kawasaki), Federico Napoli (BMW) e Mirko Temporin (Kawasaki). Come detto al via, è stato perfetto Tomasoni che ha bruciato il poleman Zamblera, al quale però sono bastate poche curve per tornare a condurre le danze, ma il ventiquattrenne bergamasco, nella vita tecnico di laboratorio, poco dopo aver completato il primo giro è uscito di scena. Al comando è passato quindi Tomasoni che ha provato ad allungare ma i rivali non sono stati della stessa opinione e dopo poco hanno ingaggiato una battaglia che si è conclisa chiuderà solo alla bandiera a scacchi. A metà gara la musica non cambia, sono infatti sempre Tomasoni e Vacondio a precedere Temporin e Napoli che dopo aver perso un po' terreno si sono rifatti sotto minacciosi, tanto che l'ultimo giro inizia con i quattro racchiusi in soli tre decimi e vede per la prima volta al comando Vacondio. Il finale è incandescente, Tomasoni non ci sta a perdere la gara dopo che è stato sempre in testa e con una manovra che pare sfidare le leggi della fisica, torna al comando alla Bucine, la mossa disorienta i rivali che in pochi metri perdono decimi preziosi, quelli che sono sufficienti al trentunenne portacolori Aprilia per tagliare per primo il traguardo precedendo Vacondio, Napoli e Temporin. Quinto, a oltre otto secondi termina Luca Zamattia che nel finale ha avuto la meglio di soli tre millesimi su Pierluigi Domenighini, entrambi su Kawasaki. Vacondio, persa la gara per pochi decimi, ha comunque vinto la classifica degli Over 40 davanti a Temporin e Vincenzi. Il sesto posto assoluto è invece valso a Domenighini la vittoria negli over 50 davanti a Menossi e Rizzi, infine Napoli si è aggiudicato gli Under 30, mentre fra le wild card il migliore è stato il pilota di casa Massimiliano Celoni (Yamaha). In classifica generale è testa a testa fra Tomasoni a 500 punti e Vacondio a 490, più staccato segue Petrignani a 400, assente a questa prova.
Prossimo appuntamento con il Trofeo Italiano Amatori 2016, sempre inserito nel programma della Coppa Italia, il 23 e 24 luglio al Misano World Circuit dove le classi 1000 Avanzata e 1000 Pro disputeranno il doppio round.

Misano circuitologo amatori

Fonte
- Ufficio Stampa Trofeo Italiano Amatori 2016